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Tsukuyomi Infinito

Lo Tsukuyomi Infinito riflesso sulla luna.

Il Piano dell'Occhio Lunare (月の眼計画, Tsuki no Me Keikaku) è stato ideato da Madara Uchiha come metodo per portare la pace nel mondo.[1] Il suo fine ultimo, condiviso da tutti coloro che ne presero parte, era proiettare lo Tsukuyomi Infinito sulla luna per intrappolare il mondo intero in un sogno, salvando così l'umanità dal distruggere se stessa ma allo stesso tempo privandola del libero arbitrio.

Il Piano nella teoria

Fin da giovane, Madara Uchiha voleva un mondo pacifico in cui nessuno - in particolare i suoi cari - sarebbe dovuto morire. Da adulto fondò il Villaggio della Foglia al fianco di Hashirama Senju proprio per creare questa pace desiderata. Konoha, tuttavia, vide prevalere al governo i Senju a scapito degli Uchiha, cosa che secondo Madara avrebbe inevitabilmente portato al maltrattamento del suo clan; per questo motivo intuì che Konoha aveva fallito nel suo obiettivo di pace. Egli, quindi, cominciò a studiare la tavola di pietra degli Uchiha e, da ciò che riuscì a decifrare, apprese dell'Albero Divino, dello Tsukuyomi Infinito, e di come un potere divino potesse essere acquisito attraverso l'unione di Senju e Uchiha.

Occhio di Luna Madara

L'idea di Madara delle vittime dello Tsukuyomi Infinito.

Madara raccontò ad Hashirama del suo nuovo sogno, e poi lasciò il villaggio. Successivamente, i due combatterono in quella che sarebbe diventata la Valle della Fine. Si credeva che Madara fosse morto, ma invece egli si nascose, portando con sé un pezzo di carne di Hashirama. Madara lo impiantò poi nel proprio corpo e, a distanza di decenni, risvegliò il Rinnegan, che gli permise di evocare la Statua Diabolica del Mondo Esteriore, con la quale coltivò gli Zetsu Bianchi. Ora che aveva a disposizione i mezzi di pace, Madara iniziò a formulare sistematicamente il suo Piano dell'Occhio Lunare: avrebbe raccolto tutti e nove i Cercoteri nella Statua Diabolica per ricreare la Decacoda, di cui poi sarebbe diventato la forza portante in modo da poter lanciare lo Tsukuyomi Infinito, ponendo fine ai conflitti e allo stesso tempo al libero arbitrio dell'umanità intera.[2]

Madara, tuttavia, si rese conto di non poter completare il suo piano durante quello che restava della sua vita naturale. Così, impiantò il suo Rinnegan in un giovane Nagato in modo che il suo potere non si perdesse alla sua morte, e che un giorno Nagato potesse farlo rivivere.[3] Per manipolare Nagato verso questo risultato, Madara aveva bisogno di un agente che agisse per lui a suo nome; Madara si collegò quindi alla Statua Diabolica per mantenersi in vita fino a quando una tale persona fosse stata trovata. Durante la Terza Guerra Mondiale Ninja, Madara scoprì Obito Uchiha, che credeva avrebbe soddisfatto i suoi bisogni. Mentre curava le ferite di Obito, Madara lo imprigionò con un sigillo segreto, in modo che non avesse mai agito contro i suoi desideri. Una volta che Obito si riprese, Madara manipolò gli eventi in modo tale che egli assistesse all'uccizione della ragazza che amava da parte del suo migliore amico, in modo da rompere completamente i legami che Obito possedeva e dandogli una ragione per volere lo Tsukuyomi Infinito: creare un mondo dove tragedie come quella non sarebbero mai successe.[4]

Visto che Obito era stato corrotto a proprio piacimento, Madara condivideva con lui tutto ciò che sapeva: storia, segreti dietro certe tecniche e abilità, e qualsiasi altra cosa egli avesse già fatto. Lasciò lo Zetsu Nero ad Obito, credendo che fosse una manifestazione della sua volontà, che avrebbe potuto guidare Obito in seguito alla propria morte. Madara quindi si disconnesse dalla Statua Diabolica e, prima di morire, affidò ad Obito i suoi beni, i suoi piani e il suo nome. Ma Obito non si fidava di Madara e non aveva intenzione di riportarlo mai in vita. Avrebbe seguito i piani di Madara, ma sarebbe stato lui stesso, non Madara, a divenire la forza portante della Decacoda e ad eseguire lo Tsukuyomi Infinito; lo scopo di Nagato sarebbe stato quello di rianimarlo nel caso in cui qualcosa gli fosse successo prima di allora.

Lo Zetsu Nero, tuttavia, piuttosto che essere una manifestazione della volontà di Madara, era in realtà una manifestazione della volontà di Kaguya Otsutsuki; era stato creato da lei prima della sua sconfitta da parte dell'Eremita delle Sei Vie secoli addietro.[5] Da allora cercò di creare un Rinnegan in modo che lo Tsukuyomi Infinito potesse essere evocato e Kaguya potesse essere riportata in vita. Quando scoprì Madara, egli trovò in lui la pedina perfetta, e come tale alterò segretamente la tavoletta di pietra degli Uchiha in modo che Madara potesse iniziare a prendere il sentiero desiderato.

Il Piano nella pratica

Dopo la morte di Madara, Zetsu e Obito, usando il nome di Madara, si avvicinarono all'organizzazione di Nagato, l'Alba, con l'intento di sostenerla. Il capo di allora, Yahiko, rifiutò il loro aiuto, ma Obito afferma che in seguito cambiò idea.[6] Dopo la morte di Yahiko a causa di Hanzo, Nagato evocò la Statua Diabolica e si unì ad essa in un tentativo (fallito) di vendicare Yahiko. In seguito, Nagato divenne il nuovo leader di Alba e accettò l'assistenza e la guida di Obito.

Obito suggerì a Nagato, una vittima della guerra, che tutti i conflitti potevano essere fermati creando una potente arma a partire dai nove Cercoteri. Nel decennio successivo, Nagato guidò Alba a tal fine, raccogliendo uomini e risorse prima di iniziare a catturare i Cercoteri. Col tempo, Alba riuscì a sigillare le prime sette bestie nella Statua Diabolica; da allora sia Zetsu che Obito (usando l'alias di "Tobi") si uniscono ad Alba come veri e propri membri. Tali successi arrivarono tuttavia con costi elevati: attraverso frequenti conflitti con i ninja di Konoha, Alba perse la maggior parte dei suoi membri. Nagato così cambiò idea e sacrificò la propria vita per far rivivere gli abitanti del Villaggio della Foglia che aveva ucciso durante l’attacco di Pain.

Con Alba non più in grado di muoversi nell’ombra, Obito inizia a prendere misure drastiche. Manda Sasuke Uchiha ad assaltare il Summit dei Kage tenuto nel Paese del Ferro, sperando di indebolire abbastanza i Kage per costringerli a cooperare. Quando Sasuke fallisce e viene quasi ucciso, Obito, usando ancora il nome di Madara, interviene. Dopo aver salvato Sasuke, condivide con i Kage i dettagli del Piano dell’Occhio Lunare e descrive il mondo pacifico che spera di creare con la loro collaborazione, e chiede loro la consegna dei due rimanenti Cercoteri, l’Ottacoda e l’Ennacoda. La richiesta viene rifiutata, ed Obito è così costretto a dichiarare l'inizio della Quarta Guerra Mondiale Ninja.

Mentre il mondo dei ninja si organizza nell’Alleanza degli Shinobi e Obito prepara l'esercito degli Zetsu Bianchi, Zetsu Nero si rende conto che i piani di Madara non si stanno avverando. Così, si avvicina a Kabuto Yakushi e gli rivela la locazione del cadavere di Madara, in modo che possa usarlo per resuscitare l’Uchiha e ricattare Obito.[7] Obito accetta a malincuore l'assistenza di Kabuto in guerra e si dirige nel Villaggio della Pioggia per recuperare il Rinnegan di Madara dal corpo di Nagato. Si impianta il Rinnegan sinistro e nasconde l'altro, in parte perché non è in grado di gestire il potere di due Rinnegan, ma soprattutto perché non vuole che Madara lo faccia.

Il primo giorno della Quarta Guerra Mondiale Ninja è poco movimentato, sebbene ci siano pesanti perdite da entrambe le parti. Obito è in grado di acquisire due delle Armi Divine dell'Eremita delle Sei Vie, all'interno delle quali sono sigillati i fratelli Oro e Argento, che possiedono parte del chakra dell’Ennacoda. Il secondo giorno, Naruto Uzumaki entra in combattimento e quasi tutte le forze di Kabuto vengono sconfitte; Kabuto è così costretto a mobilitare Madara. Quando Obito viene a conoscenza dell'arrivo di Madara sul campo di battaglia, prova a catturare Naruto e Killer B, forze portanti rispettivamente dell’Ennacoda e dell’Ottacoda.

Rinascita Decacoda

La rinascita della Decacoda.

Obito non riesce a catturare né Naruto né B, fino a quando Kabuto viene sconfitto. Avendo esaurito il proprio tempo, colloca i tesori all'interno della Statua Diabolica, in combinazione con i sette Cercoteri catturati e una parte del chakra dell’Ottacoda che Akatsuki aveva acquisito in un precedente tentativo fallito di catturarlo, dando inizio così alla rinascita della Decacoda. Madara, dopo aver annullato il controllo che la Tecnica della Resurrezione Impura esercitava su di lui, rintraccia Obito e lo rimprovera di non aver seguito il Piano dell’Occhio Lunare così come lo immaginava. Madara cerca di catturare B e Naruto prima che il Decacoda rinasca, ma senza successo.[8] Obito e Madara, quindi, prendono il controllo del Decacoda per cercare di distruggere il restante dell’Alleanza degli Shinobi, ma abbastanza di essi sopravvivono per separare il Decacoda dal loro controllo.

Decacoda Albero

La Decacoda in forma di Albero.

Nella confusione che segue, Obito è in grado di lasciare il campo di battaglia abbastanza a lungo da rimuovere il sigillo segreto dal suo corpo, liberandosi dall'influenza di Madara. Quando torna, Madara tenta di costringerlo a usare il suo Rinnegan per riportarlo in vita, ma fallisce quando Obito sfugge al suo controllo e sigilla il Decacoda nel suo corpo. Una volta ottenuto il controllo del potere della bestia, Obito, poiché possiede un solo Rinnegan, crea una forma ad albero del Decacoda il cui fiore sarà usato per lanciare lo Tsukuyomi Infinito. Madara non può fare nulla per fermarlo a causa delle limitazioni del suo corpo reincarnato, così informa l’Alleanza degli Shinobi di ciò che Obito sta progettando.

Occhio di Luna Compiuto

Il Piano dell'Occhio Lunare compiuto.

Dalla sua sconfitta e dalla conversazione con Naruto e Kakashi, Obito si rende conto dell’erroneità delle sue azioni, e del fatto di star fuggendo dal suo sogno originale di salvare il mondo come solo un Hokage avrebbe fatto. Pieno di rimorso, si prepara a riportare in vita tutti quelli che sono morti durante la guerra. Zetsu Nero interviene all'ultimo minuto, costringendolo invece a far rivivere Madara, mossa che lascia Obito notevolmente indebolito fino al punto di morte. Madara, ora di nuovo correttamente in vita, riceve da uno Zetsu Bianco il Rinnegan che Obito aveva nascosto, e lo usa per sigillare tutti e nove i Cercoteri - incluse quelle sigillate all'interno di B e Naruto - nella Statua Diabolica. Il Decacoda rinasce ancora una volta e Madara diventa la sua forza portante.[9] Obito sfugge nell'altra dimensione in modo che Madara non possa avere il restante Rinnegan. Nonostante gli sforzi di Sasuke Uchiha e Naruto - entrambi potenziati dall’Eremita delle Sei Vie - Madara è in grado di seguire Obito e riprendere il suo Rinnegan, risvegliando il Rinnesharingan, che usa per lanciare lo Tsukuyomi Infinito.

Lo Tsukuyomi Infinito intrappola il mondo intero in un sogno; Sasuke protegge Naruto e gli altri membri originali del Team 7 da esso e neanche Obito, il cui corpo è ora controllato da Zetsu Nero, ne è colpito. Anche gli Hokage resuscitati, essendo non propriamente in vita, non ne sono influenzati, ma sono comunque impossibilitati di fare qualsiasi cosa.[10] Madara quindi usa la Crescita Rigogliosa Divina per legare l'intera umanità all'Albero Divino. Il suo sogno ora è realtà, e Madara si diverte nel suo successo, credendo di aver finalmente salvato il mondo dagli orrori che le persone mettono in atto su loro stesse. Mentre Madara si vanta al Team 7, lo Zetsu Nero si trasferisce dal corpo di Obito al suo, che ottiene accoltellando Madara al petto usando la mano sinistra di Obito. Zetsu quindi confida a Madara, rimasto scioccato, che lui non è il salvatore, e che egli stesso non è la sua volontà, ma la volontà di Kaguya. In seguito, prende possesso di Madara e lo usa per assorbire tutto il chakra, causando grande dolore a Madara e convertendo il suo corpo in quello di Kaguya Otsutsuki, l'incarnazione originale del Decacoda e vero progenitore di tutto il chakra sulla Terra.

Conclusione

Finalmente riportata in vita, Kaguya progetta di convertire l'intera popolazione che è stata vincolata dallo Tsukuyomi Infinito nel suo personale esercito di Zetsu Bianchi.[11] Ma prima di farlo, tenta di eliminare una volta per tutte il Team 7 e Obito per rimuovere l'ultima opposizione e per recuperare il loro chakra, ritenendo giustamente che appartenga a lei e a nessun altro. Dopo un combattimento prolungato, durante il quale Obito viene ucciso mentre difende Kakashi, Naruto e Sasuke la sigillano con successo, rimuovono i Cercoteri dal suo corpo, e la confinano in un'altra dimensione. Per impedire a Zetsu Nero di rianimarla di nuovo, Naruto decide seppellirlo personalmente accanto a lei.

Con Kaguya finalmente sconfitta, Naruto e Sasuke devono solo unire le mani per liberare lo Tsukuyomi Infinito. Sasuke resiste brevemente a ciò, credendo che l'attuale immobilità del mondo sia un'opportunità per eliminare tutti quegli individui che minacciano la pace futura. Naruto e Sasuke ingaggiano quindi un’ultima durissima battaglia, che distrugge la Valle della Fine e costa ai due le braccia dominanti (il destro di Naruto e il sinistro di Sasuke). Alla fine Naruto riesce a convincere Sasuke liberandolo dalla Maledizione dell’Odio degli Uchiha, e i due terminano una volta per tutte lo Tsukuyomi Infinito.

Curiosità

  • A causa della frequente interferenza di Naruto Uzumaki nelle attività di Alba, Obito incolpò lui del lento progresso del piano e delle deviazioni che dovette fare.[12]
  • Madara notò che per i suoi scopi avrebbe usato Sasuke Uchiha (anziché Obito) se questo fosse nato prima.[13] 

Note

  1. Naruto, cap.466, pag.17.
  2. Naruto, cap.467, pagg.11-17.
  3. Naruto, cap.601, pagg.10-12.
  4. Naruto, cap.675, pagg.6-9.
  5. Naruto, cap.681, pag.10.
  6. Naruto, cap.509, pag.3.
  7. Naruto, cap.678, pagg.14-17.
  8. Naruto, cap.609, pagg.13-17.
  9. Naruto, cap.661, pag.3.
  10. Naruto, cap.677.
  11. Naruto, cap.679, pagg.8-9.
  12. Naruto, cap.453, pag.16.
  13. Naruto, cap.674, pag.10.
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